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Codice Etico

Anche l'escursionismo, al pari di qualsiasi attività umana, esercita un impatto sull'ambiente naturale in cui viene praticato e, nel momento in cui diventa attività di massa, può portare a degrado ed impoverimento, causato da approvvigionamento di legna per il fuoco, deiezioni, calpestio del suolo, uso di segnavia, inquinamento da rifiuti, inquinamento acustico, raccolta di fiori, reperti, minerali.

Da qualche anno si sta diffondendo la filosofia del “Non Lasciare Traccia” ovvero far sì che ogni futuro escursionista non si accorga di precedenti passaggi; tale filosofia si compone di regole ben precise per il campeggio, accensione di fuochi, smaltimento dei rifiuti, imballaggio alimentare e, più in generale, rispetto dell'ambiente.

Il presente testo riporta un insieme di regole che uniscono la ragionevolezza all’esperienza, leggerle può aiutare a preparare la propria escursione con precisione e sicurezza, senza limitare la libertà, ma imparando a conoscere un panorama eccezionale e diventarne protagonisti.

Preparazione:
Attrezzarsi prima di partire con una documentazione adeguata; in genere è più che sufficiente una buona carta turistica della zona e un opuscolo informativo (verificare che sia corredato di numeri telefonici utili e che riporti l’indicazione dei punti in cui è possibile ottenere ulteriori informazioni sull’itinerario ed un aiuto in caso di necessità). Informarsi sul tipo di percorso e sulle condizioni climatiche, controllare il kit del pronto soccorso in cui non devono mancare laccio emostatico, liquido disinfettante, bende, garze, cerotti.

Abbigliamento:
Deve comprendere quello del “brutto tempo” anche quanto tutto lasciasse prevedere una giornata splendida; non deve mai mancare nello zaino la giacca a vento o K-Way. Particolare importanza è da attribuire alle calzature, un paio di pedule o scarpe da ginnastica sono certamente più confortevoli degli scarponi ancorché leggeri ma l’improvviso brutto tempo o una banale storta potrebbero rovinare l’escursione, quando non trasformarla in brutta avventura.

Cibo:
Il piacere di un’escursione si riduce in maniera proporzionale al peso dello zaino. Se avviene in zone aride gran parte del peso destinato al cibo sarà costituito dalla riserva di acqua, da bere e per cucinare. Quanto al cibo solido non esistono restrizioni se non sconsigliare i salumi che inducono al consumo di acqua perché provocano sete; consigliati invece frutta secca perché energetica, biscotti e gallette per gli usi più diversi, dalla colazione allo spuntino.

Il sentiero:
Non esiste alcuna tecnica particolare per camminare su un sentiero ma solo alcune regole da osservare. Sembra inverosimile ma le statistiche confermano che la maggioranza degli incidenti in montagna avviene proprio sui sentieri e sugli itinerari facili che l'escursionista affronta senza la necessaria concentrazione proprio per la mancanza di difficoltà. È soprattutto al mattino quando si muovono i primi passi oppure al ritorno da una gita quando si è presi dalla stanchezza che bisogna richiamare l'attenzione sui riflessi perché più appannati. Si evitino le scorciatoie che tagliano i tornanti, in salita perché sottopongono il fisico ad eccesso di fatica, in discesa perché, uscendo dal tracciato, si finisce alla lunga per contribuire al degrado del suolo. Se ad un certo punto non si trova più il segnavia è bene ritornare subito sui propri passi fino all'ultimo segnale individuato e da lì riprendere la marcia facendo più attenzione al segnale successivo o vagliando le eventuali possibilità alternative incluso il rientro. Siate cortesi, date la precedenza sui sentieri, se qualcuno vi rallenta su di un sentiero stretto state attenti a non spingerlo per superarlo, chiedete strada o, ancora meglio, attendete e tirate il fiato; non mettete mai in pericolo chi vi segue o vi precede, siate poi particolarmente attenti a non far rotolare pietre verso il basso nelle discese su pietraia o nei costoni, in quanto potrebbero colpire qualche persona.

Campeggio:
Se si è in molti è bene suddividersi in piccoli gruppi, è bene conoscere regole e particolari problemi dell’area che si visita. Cercare un posto adatto, mai adattare un posto alle proprie esigenze, evitare aree in cui c’è presenza di precedenti soste, essere sempre preparati ad affrontare maltempo, pericoli, emergenze. Lavarsi e lavare piatti e pentole in bacinelle a distanza di almeno 20 metri da ruscelli o laghetti, usare prodotti biodegradabili e spargere la risciacquatura. Gli escrementi umani vanno depositati in buche profonde almeno 20 cm ed almeno a 20 metri da acque correnti o laghi. Prima di tornare cancellare le tracce per evitare che altri si fermino e si creino aree di campeggio. Impacchettare e portare con se, fino ai prossimi contenitori, i rifiuti, tutti i rifiuti, anche quelli organici, anche gli avanzi di cibo che gli animali selvatici potrebbero ingerire con possibili danni per la loro salute, dal momento che non è la dieta prevista per loro dalla natura.

Rifiuti:
Adibire un’area in cui depositare i rifiuti non accessibile agli animali selvatici e ricordare che molte sostanze, pur essendo biodegradabili, non si volatilizzano nello spazio di poche ore ma restano sul posto, anche per una intera stagione, con grave detrimento della qualità del paesaggio. Quanto ai rifiuti non biodegradabili una bottiglia di vetro abbandonata in un prato impiega migliaia di anni a degradarsi, un bicchiere di plastica continua a inquinare dopo secoli così come una lattina di alluminio; un mozzicone di sigaretta può lasciare un’impronta di anni, quando non provoca un incendio. Non ingolfare mai con le proprie immondizie i contenitori dei rifugi. Non farsi vincere da falsi pudori e riprendere, con ferma gentilezza, gli altri escursionisti quando abbandonano i loro rifiuti in natura. Lungo il sentiero in discesa fermarsi a raccogliere almeno qualche lattina e qualche sacchetto di plastica anche se non sono stati abbandonati da noi. Segnalare ai Comuni del territorio la presenza di discariche selvagge in zone montane (boschi, cave abbandonate, grotte, canaloni, greti di torrenti ecc.). Non delegare sempre agli altri la responsabilità e il peso della difesa di un patrimonio prezioso che appartiene a tutti.

Lasciare intatto quello che si trova:
Guardare, osservare, mai toccare strutture storiche, manufatti caratteristici locali, conformazioni particolari di rocce e terreni. Non spostare pietre ed altri oggetti della natura, non danneggiare le piante, non raccogliere reperti, minerali, non cogliere neppure quello che sembra un anonimo fiorellino. Non trapiantare specie non native. Non costruire tettoie, mobili, muretti o scavare fossi, avere rispetto anche nei confronti di chi in montagna vive e lavora come contadini e pastori. Lasciate che a prevalere siano i suoni della natura, evitate di parlare a voce alta e fare rumore.

Fuochi:
Se proprio necessario accenderli in aree prive di vegetazione, possono comunque lasciare tracce durature sul terreno, molto meglio usare fornelletti per cuocere e lampade, non fuochi, per illuminare la notte. Dove i fuochi sono permessi usare le piazzole predisposte, curare la combustione in modo che rimanga solo cenere che poi verrà inumidita e dispersa. L’abbandono di braci ardenti a seguito dell’accensione di fuochi ed i mozziconi di sigaretta sono spesso causa di incendi.

Fauna:
Osservare gli animali a distanza, non seguirli o cercare di avvicinarli. Mai dare cibo agli animali, il nostro cibo danneggia la loro salute, altera i comportamenti naturali. Proteggete gli animali selvatici tenendo i rifiuti di cibo lontani dalla loro portata. Controllare, se ci sono, gli animali al seguito (cani) per evitare che rincorrano e spaventino ungulati, marmotte etc. Sorvegliare i bambini e impedire loro che tentino di catturare, anche solo per gioco, esemplari faunistici. Evitare per il campeggio i periodi dell’accoppiamento, nidificazione, allevamento dei piccoli. Se si vuole osservare con discrezione la vita degli abitanti di un ambiente basta munirsi di un binocolo, per conservare i ricordi esistono le macchine fotografiche. Rispettare gli animali e non dimenticare mai che si è ospiti in casa loro.

La meraviglia della natura si alimenta anche dell’attenzione di chi sceglie di viverla; chi si incammina lungo un sentiero ne diventa allo stesso tempo esploratore e protettore!